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Linguine ai Ricci di Mare

I ricci di mare sono il frutto più prelibato e ricercato dai salentini, che venga dallo Ionio o dall’Adriatico mari che bagnano entrambe le nostre coste, la qualità resta invariata. Bisogna chiarire subito un dilemma, da tradizione popolare siamo convinti di mangiare il “riccio maschio” quello che produce le uova, mentre quello che chiamiamo “riccio femmina” non può essere consumato. Effettivamente pur pescandoli e mangiandoli sin da piccole il dubbio c’è sempre rimasto, perché ha più senso associare le uova ad un esemplare femmina piuttosto che il contrario. Tuffandosi in mare è molto facile distinguerli, i ricci che erroneamente vengono definiti  “femmine”, hanno gli aculei nerissimi molto più lunghi e spessi dalla forma quasi accattivante, mentre quelli definiti “maschi” sono più piccoli con gli aghi molto più corti che variano dal marrone al nero. La realtà è un’altra, si tratta di due specie ben distinte Arbacia lixula  (non commestibile ) e Paracentrotus lividus  (commestibile). Quindi non sono generi diversi di una stessa specie ma due completamente diverse, per cui quello che noi mangiamo comunemente contiene “le uova” (ovvero il loro apparato riproduttivo) sia maschile che femminile. Risolto l’arcano possiamo dedicarci alla degustazione, il periodo migliore per assaporarli al massimo del loro  splendore, va dalla primavera all’estate anche se è possibile trovarli tutto l’anno, escluso i due mesi di fermo biologico (maggio e giugno).
Caratteristici sono i banchetti presenti in tutte le località marine dove pescatori esperti aprono i ricci al momento per la vostra gioia. Per noi il massimo è poterli gustare direttamente in riva al mare appena pescati, tutto il loro sapore è racchiuso nelle colorate uova che vanno dal rosso vivace all’arancio. Semplicemente divine accompagnate con del pane fresco e del prosecco. Spostandoci in cucina il piatto in cui possiamo esaltarli al meglio sono le linguine ai ricci, una ricetta veramente facile da realizzare, velocissima ma dal gusto infinito. L'ideale sarebbe consumare i ricci con parsimonia, per preservarli e lasciarli in mare quanto più tempo possibile. In modo da non interrompe il loro naturale ciclo di riproduzione e quindi non alterare l'equilibrio biologico del nostro mare. Concediamoci questo piatto in occasioni speciali!


Ingredienti per 4 persone

400 gr di Linguine 
80 Ricci di mare (circa 20 a persona)
1 spicchio di aglio
olio extra vergine d'oliva
peperoncino o pepe
prezzemolo







1 - Pulite i ricci e delicatamente con un cucchiaino prelevate le uova e adagiatele in un vasetto. Potete acquistarli direttamente in vasetto basta rivolgervi alla vostra pescheria di fiducia. Finita questa operazione, tritate il prezzemolo e l'aglio. Versate dell'olio e.v.o in una pentola e soffriggete gli aromi con qualche peperoncino. Spegnete il fornello dopo qualche minuto;



2 - Lessate le linguine ricordandovi di aggiungere all'acqua di cottura un cucchiaio di olio e.v.o. eviterà di farle attaccare tra di loro;

3 - Appena la pasta sarà pronta, aggiungete le uova di ricci nel soffritto, fornello spento, lasciatene da parte alcune vi serviranno per l'impiattamento;

4 - Tuffate la pasta dopo averla scolata e amalgamate velocemente per insaporire bene con i ricci;

5 - A questo punto potete impiattare, attorcigliate le linguine con la forchetta aiutandovi con un mestolo;

6 - Aggiungete alcune uova direttamente nel piatto prima di servire, spolverate con del prezzemolo fresco e del peperoncino se gradite.

Buona Spizzicata al Sapore di Mare!

13 commenti:

  1. Oh i ricciii!
    Che meraviglia!...quanto sapore e quale gioia del nostro splendido mare!
    Grazie, per la ricetta! La cercavo da anni, ma mi mancavano sempre alcuni passaggi. Ed ora voi, mie care, mi avete servito elegantemente e con chiarezza tutte le sequenze. Una preparazione fantastica, resa così semplice e molto appetitosa.
    Ancora grazie per questo "sogno d'estate" che realizzerò presto, non appena sarà possibile avere dei ricci bellissimi come quelli delle vostre splendide foto.
    Un grande abbraccio e tanti sorrisi,
    Cle

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    1. Cara Cle grazi tante per il tuo commento, per noi i ricci sono una delle meraviglie del nostro mare. Siamo felici di averti fatto sognare un pò l'estate in attesa che arrivi presto. Baci

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  2. amo i piatti al sapore di mare e i vostri sono più buoni, perchè copme me siete pugliesi ^.^ passate da me per un dolce? :P

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    1. Ciao Federica anche tu pugliese che bello, meravigliose le tue torte complimenti. Baci

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  3. un piatto paradisiaco!!!stò sognando ad occhi aperti....brave bellissima presentazione!!un caro abbraccio,Peppe.

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  4. Ciao Peppe, altro che caviale vero? I ricci sono il massimo. Grazie un abbraccio. D. L.

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  5. eccellenti!! Buona Pasqua, un abbraccio SILVIA

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  6. Mille mille grazie, ero proprio alla ricerca della ricetta perchè l'ho promessa a dei miei amici francesi che voglio far restare a bocca aperta. Li ho convinti a venire con me in Puglia e spero che ci ritornino..Cosa c'è di meglio per sedurre i turisti stranieri se non condire la nostra splendida natura con i nostri migliori piatti? Buon Appetito! Luigi

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  7. Quasi tutto giusto ma in tutta Italia, forse solo da voi è diverso, i ricci neri, non commestibili vengono definiti maschi ed i colorati (ottimi commestibili) femmine.
    Per il resto, vi suggerisco qualche modifica (provate ed eventualmente tornate a fare a modo vostro :-)) :
    Soffritto solo di olio ed aglio (da levare)
    Prezzemolo tritato solo sul piatto finito insieme ad un filo di olio a crudo.
    Il peperoncino ammazza il riccio che è mooolto delicato.

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    1. Grazie per questo contributo, proveremo anche questa versione: è bello scoprire tante varianti e poterle degustare. Quanto alla storia dei ricci maschi e femmine, se leggi bene nella intro, facciamo riferimento ad una tradizione popolare che ci ha lasciate perplesse. Torna a trovarci presto e magari, la prossima volta, firmati, ci piace conoscere le persone che seguono il nostro blog!! A presto Dany&Lety

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  8. la pasta con i ricci, quelli commestibili, olio evo appena appena sfumato, NO AGLIO uccide il gusto di mare dei ricci, la pasta bolle nel frattempo, la polpa dei ricci attende e appena pasta ok, polpa di ricci in padella, via con la pasta, saltare con maestria, impiattare aggiungendo polpa di riccio per guarnire e prezzemolo a crudo, gnamme gnamme...è vero una volta sola per stagione...se ne consumiamo a gogò...fra non molto, non li avremo più. W il salento, quello vero.

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